La Fondazione - bcfoundation
 

La Fondazione

La Fondazione Barbara Cappochin

La Fondazione Barbara Cappochin

 

 La Fondazione Barbara Cappochin è stata costituita 1° aprile 2005 e l’8 agosto dello stesso anno ha ottenuto il riconoscimento di personalità giuridica dalla Prefettura di Padova con l’iscrizione al n° 33 del Registro Prefettizio delle persone giuridiche.

Il fine della Fondazione, il motivo della sua costituzione è mantenere vivo il ricordo di Barbara, giovane studentessa della Facoltà di Architettura I.U.A.V. di Venezia, attraverso la promozione della qualità nell’architettura, qualità che si può ottenere solo se il Committente, il Progettista e il Costruttore, le tre inscindibili figure che ruotano attorno al costruito, colgono e si appropriano di quel sottile filo che lega vita e architettura, indirizzando le scelte, le idee e il materiale verso la qualità, inderogabile obiettivo della nostra società.
Il Premio di Architettura “Barbara Cappochin” è lo strumento di cui la Fondazione si è dotata per raggiungere quello scopo: Premio biennale, rivolto a opere realizzate nell’arco dei due anni precedenti la data del Premio stesso; Premio che dopo una prima edizione provinciale nel 2003, ha visto dal 2005, pur mantenendo una sezione provinciale, l’allargamento all’ambito internazionale, con la collaborazione dell’U.I.A. (Unione Internazionale Architetti) e del C.N.A.P.P.C. (Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori), per estendere il confronto e dimostrare come solo attraverso una equilibrata e positiva sintesi dei tre ruoli succitati, si può giungere alla realizzazione di un’opera di qualità.
Non vi è anomalia o discrepanza tra memoria e architettura perché quest’ultima può stranamente appropriarsi delle qualità più belle delle persone che abbiamo amato e divulgarle in tutto il mondo.
Ecco allora che la semplicità, la forza interiore, l’accoglienza, il rispetto verso gli altri, la capacità di apprezzare i gesti, le cose più piccole e semplici, proprie di Barbara, possono infondersi in architetture forti e al contempo delicate, accoglienti verso le persone che le abiteranno e rispettose del contesto nel quale saranno inserite, capaci di ottimizzare l’uso delle energie e delle materie prime, nel rispetto di quella saggia semplicità che esclude l’ostentazione, l’esasperata ricercatezza, lo spreco.
Non vi è anomalia o discrepanza: il messaggio lasciato da Barbara nel corso dei suoi 22 anni e quello del Premio Biennale Internazionale di Architettura che porta il suo nome, sono in realtà un unico messaggio di positività, di speranza, di pace, un messaggio di qualità: qualità di vita e qualità di architettura.